Il filosofo
Emanuele Kant ha esercitato una influenza enorme non solo sul pensiero
dell'800 ma anche ai nostri giorni è considerato un termine di riferimento per
chiunque intraprenda studi di filosofia e pertanto ha un posto di assoluto
rilievo anche nei nostri licei. Ma il suo pensiero d'altra parte appare
complesso, spesso astruso, poco comprensibile, a mio parere anche poco
condivisibile. Poco compreso dai nostri alunni fu di difficile comprensione
anche ai suoi tempi e soprattutto non è mai esistita un "Kantismo" come un
insieme di filosofi che condividano certi concetti fondamentali del fondatore
( cosi come è invece esistito il marxismo, il tomismo, l'idealismo) : tutti
fanno riferimento al suo pensiero ma nessuno poi lo segue veramente. Come mai?
Perchè questa che potremo definire una anomalia?
Il motivo è che
il suo pensiero a parte ogni considerazione critica particolare è considerato
uno dei fondamenti del pensiero moderno: in questo articolo cercheremo di
spiegarne il perchè.
Per rendere più
chiaro la esposizione rovesciamo il discorso: vediamo prima in che cosa
consiste la "modernità" e poi vediamo in che senso il pensiero kantiano ne è
un presupposto o meglio, direi, una espressione.
Noi chiamiamo qui
"modernità "quella civiltà che si è sviluppato negli ultimi due secoli (ma
aveva avuto gia i prodromi prima) e che ha creato una frattura fra il nostro
mondo e quello che diremo pre-moderno: l'uomo "moderno" si è sviluppato prima
in occidente: nell'800 la civiltà europea con una "marcia trionfale" si è
affermato su tutti i continenti e nel 900 si è poi diffusa dovunque (ma
soprattutto in Giappone e più recentemente in Cina) E' nato cosi il mondo
moderno con l'industrializzazione, il mirabile sviluppo scientifico e tecnico,
lo stato di diritto, la democrazia, la libertà, l'uguaglianza, l'emancipazione
femminile.
Io non dirò che
questo mondo è migliore degli altri (sarebbe altro problema): mi limito a
notare che ha avuto un "enorme successo": benessere, civiltà e modernità
sembrano quasi sinonimi.
Bisogna allora
comprendere la differenza sostanziale, essenziale fra la "mentalità dell'uomo
"moderno" e quella quella del "pre-moderno"
Il "pre- moderno"
ritiene che il mondo sia retto da immutabili leggi divine (o naturali) alle
quali bisogna adeguarsi: la saggezza consiste nell'adeguare noi alla realtà.
L' uomo moderno
ritiene che la realtà possa essere modificata: la saggezza consiste
nell'adeguare la realtà a noi.
Esemplificando il
"pre- moderno" dice: se Dio (o la natura) avesse voluto che l'uomo volasse,
allora gli avrebbe fatto le ali.
Il "moderno"
dice: poichè Dio (o la natura ) non ci ha fatto le ali occorre che ce le
costruiamo noi.
La mentalità
pre-moderna porta alla passività: le cose avvengono solo se vuole Dio
(inch'allah, dicono gli arabi); la mentalità moderna all'azione: ciò che
avviene è frutto di cause identificabili e modificabili.
Il lettore si
chiederà che c'entra questo con le antinomie della R. P. o le forme
trascendentali o le categorie di Kantiana memoria. A prima vista niente: ma
approfondendo, in effetti essi sono gli strumenti concettuali (astrusi, magari
superati, forse anche inaccettabili) con i quali Kant apre la strada alla
fondazione della modernità.
L'essenza infatti
del pensiero Kantiano viene espressa dal famoso paragone della "rivoluzione
copernicana": "Come Copernico aveva messo al centro del cielo il sole e non la
terra cosi Kant mette al centro della conoscenza non la realtà (l'oggetto) ma
l'uomo( il soggetto)." In altri termini Kant concepisce la realtà dell'uomo
non come come qualcosa di dato, oggettivo (voluto da Dio o dalla natura) e
come tale immodificabile ma come una costruzione propria dell'uomo. In questo
senso profondo Kant apre il "mondo moderno"
Il pensiero
kantiano prende le mosse dalle scoperte scientifiche del suo tempo,
(soprattutto da quella della legge gravitazione universale di Newton): egli si
chiede perchè la scienza naturale ha raggiunti risultati sicuri e certi mentre
la metafisica invece ripete all'infinito gli stessi ragionamenti senza che sia
possibile riuscire a raggiungere una verità da tutti condivisibile: la
risposta è che la scienza naturale si basa sulle strutture mentali dell'uomo e
pertanto raggiunge risultati affidabili e certi, mentre la metafisica vorrebbe
conoscere il mondo al di la delle nostre strutture mentali; ma ma non è
possibile conoscere quello che le nostre strutture mentali non possono
recepire e pertanto si finisce con il cadere in ragionamenti inconcludenti.
Ciò che possiamo conoscere è solo quello che noi stessi abbiamo costruito
mentalmente
Vediamo ora
brevemente come tali concetti si risolvono nei singoli campi della conoscenza
umana
SPAZIO e TEMPO:
non sono realtà esterne a noi ma solo un "nostro" modo di organizzare i dati
sensibili della realtà: noi percepiamo le cose l'uno accanto all'altro
(spazio) e l'uno dopo l'altro (tempo) non perche essi effettivamente siano
nello spazio e nel tempo ma perchè questo è il "nostro" modo di percepirli.
Quindi il mondo come noi le vediamo è una nostra costruzione.
MATEMATICA : la
geometria si fonde sullo spazio, l'aritmetica sul tempo: poiche spazio e tempo
sono "nostri" modi di percepire la realtà ne consegue che la matematica quindi
è una nostra costruzione: per due punti passa una sola retta non perchè Dio (o
la natura) vuole così, ma perchè questo è il nostro modo di concepire lo
spazio
LA SCIENZA
NATURALE : i principi fondamentali (per esempio il principio di causa) sono
nostri modi di organizzare (costruire) le realtà: la scienza quindi non
consiste nel trovare le leggi che Dio (o la natura) ha prodotto ma è una
"nostra" costruzione mentale.
METAFISICA
(religione): non respinge la religione anzi è un sincero credente: ritiene
pero che problemi come quelli religiosi siano affrontabili in ambiti diversi
da quelli scientifici. La religione è una esigenza dell'uomo ma non può essere
attinta, dimostrata come un fatto scientifico: il che vuol dire pure che un
fatto particolare non può essere spiegato con l'intervento diretto di Dio:
pertanto i fatti non sono immodificabili in quanto espressione della volontà
diretta di Dio
MORALE. non
consiste nell'adeguarsi alle leggi di di Dio (o della natura) ma è l'uomo
stesso che pone, crea i suoi valori morali
ESTETICA : non
esiste il bello in sè: è l'uomo che dichiara belli gli oggetti che
corrispondono a un certo suo sentimento dell'armonia: la bellezza non è
creazione di Dio (o della natura) ma è un nostro sentimento che noi
proiettiamo (riflettiamo) sul mondo esterno
Presupposti
nuovi, profondamente nuovi rispetto ai postulati pre-moderni: ecco perchè ogni
filosofo che poi verrà dopo Kant riconoscerà il suo debito di riconoscenza a
lui e noi usiamo comunemente e giustamente dividere la storia della filosofia
in pre-Kantiana (cioè pre-moderna) e post Kantiana (cioè moderna)